L'Approccio Fenomenologico

approccio fenomenologico

La Fenomenologia (dal greco fainomai, "appaio, mi manifesto") può essere definita come lo studio di ciò che appare: «ciò che si manifesta nei contenuti delle percezioni e della coscienza» (Cavicchia Scalamonti – Pecchinenda, 2001) restando costantemente in dubbio e riconsiderando tutto ciò che diamo per scontato. La fenomenologia come concetto filosofico trova la sua origine e teorizzazione nel pensiero di Edmund Husserl (1859-1938), il quale formulò i principi base della dottrina fenomenologica.

L’approccio fenomenologico privilegia l’osservazione dei fenomeni così come appaiono, indipendentemente dal fatto che corrispondano o meno a una realtà oggettiva. In effetti non esiste una realtà in sè, ma solo una realtà in me: sono io che dò significato all’esperienza così come la percepisco. Osserva dunque i fenomeni umani direttamente, senza strutture teoriche prestabilite in cui, successivamente, inserire l’individuo. Qualunque struttura infatti sarebbe riduttiva.

L'approccio fenomenologico, nelle Costellazioni Familiari, consiste nell'osservazione del comportamento che i "rappresentanti" (ovvero persone che si prestano a dare un corpo e una voce a ciò che viene indagato) mettono in atto in uno spazio scenico predefinito. Grazie all'approccio fenomenologico, è possibile infatti "mettere in scena" ogni aspetto della nostra realtà interiore ed esteriore e di osservare ciò che accade attraverso la connessione con il Campo Morfico o Campo Cosciente, ovvero la rete di informazioni presente intorno a noi. Attraverso ciò è possibile quindi mettere in scena non soltanto il campo d'influenza della propria famiglia, ma qualunque "sistema" che risponda alle leggi fisiche del campo, ecco perchè le Costellazioni vengono chiamate "Sistemiche".

Rupert Sheldrake, fisiologo inglese, afferma che i sistemi sono regolati non solo dalle leggi conosciute dalla scienza fisica, ma anche da campi organizzativi invisibili, che lui chiama per l'appunto "morfogenetici".

Carl Gustav Jung chiamò questo campo “inconscio collettivo”, ma era già conosciuto dalle tradizioni orientali con il nome di “Memorie dell'Akasha”, un sorta di grande archivio dove sono registrati tutti gli avvenimenti.

Grazie alla Teoria Sistemica e all'Approccio Fenomenologico, siamo pertanto in grado di mettere in scena attraverso dei rappresentanti ogni aspetto della nostra realtà interiore ed esteriore, di osservare quello che accade. Aprendosi a tale approccio, ci si concentra su tutti gli eventi fenomenici che appaiono, senza giudizio, ed infatti lo scopo delle sessioni di Costellazioni è di "comprendere, vedendo" ciò che accade e che è accaduto.

Le Costellazioni Familiari, ci forniscono quindi la straordinaria e preziosa possibilità di esplorare e prendere coscienza del nostro inconscio personale e dei legami attivi con l'inconscio collettivo familiare, che interferiscono nella nostra vita e attraverso la consapevolezza e l'incontro con le nostre radici ci offrono la possibilità di una concreta guarigione personale e sistemica.