La Meditazione e le Costellazioni Familiari

I grandi movimenti sono meno efficaci dei piccoli movimenti. I piccoli movimenti sono meno efficaci dell’immobilità. L’immobilità è il movimento eterno (Wang Xiang Zhai)
Dove guardiamo per prima cosa quando abbiamo bisogno di guarigione? Guardiamo innanzi tutto al nostro corpo.
 
Oltre al corpo, anche l’anima e lo spirito giocano un ruolo determinante nella guarigione. Anch’essi devono essere trattati adeguatamente. Infatti, spesso i dolori dell’anima sono più intensi di quelli del corpo.
 
In questo Bert Hellinger e molti altri professionisti di fama nazionale ed internazionale che si occupano di approfondire il metodo delle Costellazioni Familiari, ci conducono spesso sulla strada della guarigione attraverso l'Arte della meditazione.
 
Il lavoro delle Costellazioni Familiari ci aiuta a entrare più profondamente nella meditazione, poichè dissolve i conflitti irrisolti nella mente e incoraggia in noi l'abitudine di prestare attenzione a ciò che sentiamo e pensiamo e ai nostri comportamenti. D'altro canto la meditazione ci permette di entrare più profondamente in una costellazione, dal momento che ci rende consapevoli della nostra realtà e dei movimenti interiori.
 
Da questa prospettiva, un modo che possa essere di aiuto ad una persona è quello che lo guida verso la propria interiorità piuttosto che verso la realizzazione dei suoi sogni. Tant'è che ogni metodo che affonda le sue radici nella meditazione consentirà di sviluppare una profonda fiducia in ciò che è piuttosto che in ciò che desidera che sia, e questo gli permetterà di conseguire uno stato interiore di rilassamento indipendentemente dalle alterne vicende della vita. In tal senso le Costellazioni Familiari sono collegate alla meditazione: in ambedue i casi cerchiamo di scoprire come sono le cose, non come vorremmo che fossero.
Hellinger ha scelto per uno dei suoi libri un titolo molto appropriato "Riconoscere ciò che è" ed è questo che offre anche la meditazione: "guardare dentro di sè, vedere ciò che è e dire di si' adesso".
 
Nella meditazione, le persone non cercano di porre rimedio alle cose o di cambiarle, piuttosto diventano consapevoli del proprio essere interiore, del proprio stato di coscienza che è testimone degli eventi esterni. Quando accade cessano lotta e conflitti.
 
Nelle Costellazioni Familiari, osserviamo come ci relazioniamo alla nostra famiglia imparando ad accettare e includere le nostre radici; in questa maniera, entriamo in contatto con una forza vitale universale che ci anima. Nel momento in cui proviamo "gratitudine" per i nostri genitori, sperimentiamo una sensazione più ampia di accettazione ed entriamo in sintonia con la vita intesa come un tutto.
Prendendo atto nel modo in cui siamo legati alla nostra famiglia e comprendendolo, riuciamo anche a capire il perchè dei nostri comportamenti.
 
Sia nella meditazione sia nelle Costellazioni Familiari cerchiamo di entrare in armonia con qualcosa di più grande di noi, qualcosa che Hellinger definisce "Anima più grande". Alla base della crescita personale e della maturità vi è un processo che ci porta a essere sempre più in sintonia con questa forza più grande ed abbandonare l'idea di essere separati.
 
La meditazione ci permette di vivere nel qui ed ora al di là delle illusioni e della mente condizionata e quindi ad essere liberi e se stessi al 100 %. La formula del “qui-ed-ora” nasce nell’ambito della corrente fenomenologica, che ha condizionato, oltre che la pedagogia, tutte le altre psicoterapie umanistiche. L’esperienza svolta nel presente, se illuminata dalla consapevolezza, è l’unica che può favorire il cambiamento, cioè il passaggio stabile ad uno stadio psichico più salutare, l’unica che può indirizzare l’individuo verso l’autorealizzazione, e l’autorealizzazione è lo scopo di ogni persona, secondo la psicoterapia umanistica: “l’autorealizzazione è possibile solo se la ‘consapevolezza del tempo e dello spazio’ penetra ogni angolo della nostra esistenza; fondamentalmente essa è il senso dell’attualità, l’apprezzamento dell’identità della realtà e del presente” (Perls)
 
Il passato e il futuro non hanno valore in sé in quanto, in realtà, essi esistono solo come funzioni del presente. Il passato rivive nel presente riveduto e rivalutato in base alle conoscenze attuali di un individuo; il futuro, non ancora accaduto, esiste solamente sotto forma di ipotesi fatte nel presente. Una personalità ben equilibrata è capace di tenere in conto il passato e il futuro senza abbandonare il punto-zero del presente, senza considerare passato e futuro come realtà. Tutti noi guardiamo sia avanti che indietro, ma chi è incapace di affrontare un presente spiacevole e vive principalmente nel passato o nel futuro, chiuso in un pensiero storico o futuristico, non è adattato alla realtà (Perls). Il “saper cogliere l’istante”, cioè l’immediatezza dell’esperienza, è un sintomo di salute.
Tutte queste considerazioni non devono però indurci a credere che ciò che abbia valore sia solo il presente, inteso come coinvolgimento nelle esperienze presenti in senso letterale...