Il Campo Morfogenetico

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Rupert Sheldrake, biologo e saggista britannico, nei suoi scritti: A New Science of Life (1981) e The Presence of the Past (1988), elabora la teoria dei campi morfogenetici (morfogenesi: termine che deriva dal greco morphè, forma e genos, origine) e che indica ogni processo che conduca qualcosa a una forma ben definita.

L'idea che ogni specie, ogni membro di ogni specie, attinga alla memoria collettiva della specie, si sintonizzi con i membri passati e a sua volta contribuisca all'ulteriore sviluppo della specie stessa, comporta una sorta di "risonanza" fra gli individui e i gruppi della specie (per esempio i sottogruppi, razze, etnie, gens, famiglie, ecc., nel caso umano).

Nel libro The Presence of the Past, Sheldrake avanza l'ipotesi che i "campi ricordi" non siano effettivamente memorizzati nel cervello, ma piuttosto che possano essere memorizzati in un campo di informazioni al quale si può accedere mediante il cervello. Ciò avvalora la tesi che la coscienza umana, i nostri ricordi personali e il nostro senso dell'io possano sopravvivere alla morte biologica.

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Di particolare importanza, nella teoria di Sheldrake, è il concetto di risonanza morfica. Ogni insieme complesso ed organizzato di attività di un individuo (animale superiore o uomo), che comprende anche sogni, esperienze mistiche nell'uomo, stati alterati della coscienza ed altro, possiede una sua struttura: questi stati mentali e queste attività possono essere trasferiti da un individuo all’altro, proprio grazie al meccanismo di risonanza morfica.

Il meccanismo di risonanza morfica assicurerebbe, in un modo che Sheldrake ha contribuito ad analizzare negli ultimi trent'anni di ricerca, la capacità di condivisione delle "abitudini" che gli organismi (virus compresi) acquisiscono nel processo evolutivo: queste "abitudini" sembrano "risuonare" all'interno della specie.

La scoperta del DNA avvenuta nel 1953 concentrò gli studi scientifici dulla decodifica del codice genetico, considerato il contenitore di tutte le informazioni riguardanti la vita, ma nessun genetista si è mai interessato al problema della forma, chiedendosi ad esempio perchè a partire da uno stesso DNA si sviluppino cellule diverse. Una risposta a questa lacuna fù appunto proposta e teorizzata da Sheldrake con la teoria dei campi morfogenetici che individua la presenza di una forza invisibile presente nel sistema non identificata con uno dei suoi componenti, bensi' col sistema stesso e responsabile dell'organizzazione, della struttura e della forma stessa con una sua memoria, determinata dal contributo di ciascun membro.

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Secondo la teoria di Sheldrake, se un certo numero di persone sviluppa alcune proprietà comportamentali o psicologiche od organiche, queste vengono automaticamente acquisite dagli altri membri della stessa specie.

La teoria delle Costellazioni Familiari si basa sul fatto che i campi morfici siano collegati all'inconscio individuale: ciascuno di noi è collegato al campo morfico del pianeta, della specie umana, della popolazione territoriale, della propria identità nazionale, fino al campo morfico della propria famiglia di origine. Questi campi si sono creati nel corso degli anni (e dei secoli) in seguito agli eventi che sono capitati ai nostri antenati e in base alle loro scelte di vita; allo stesso modo possono aver determinato a loro volta alcuni passaggi della nostra storia familiare e continuare a incidere nella nostra vita personale, in un circolo vizioso che solo la consapevolezza può spezzare.

Di fatto quindi, nelle nostre interazioni e relazioni sociali, oltre al nostro stato di coscienza, è in azione anche il nostro campo morfico: ci portiamo sempre dietro (o meglio, dentro), le informazioni e le istruzioni comportamentali radicate nella nostra famiglia.

Nelle Costellazioni Familiari avviene che la persona su cui si lavora, mettendosi al centro dell'attenzione del gruppo, apre il suo campo morfogenetico all'interpretazione delle persone che agiscono come antenne. Questi ultimi percepiscono in modo sottile le informazioni stratificate nell'inconscio del sistema: agiscono spontaneamente, ma sono mossi dalle istruzioni presenti nel campo morfogenteico, che fenomenologicamente "dà forma" a una rappresentazione chiamata appunto Costellazione Familiare Sistemica o Spirituale.