Come Funzionano le Costellazioni Familiari

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Come esseri umani non siamo isolati in una identità psico-fisica, ma siamo parte di una serie di ulteriori "Sistemi" via via piu' ampi e complessi, quali la famiglia e ad essa appartiene, che lo voglia o no, la nazione, il continente, il pianeta, lo spazio e il tempo in cui si muove la nostra vita.

Possiamo asserire che se la fisica quantistica con la teoria dell'Entanglement, ha stabilito che ogni parte di un sistema complesso di particelle atomiche influenza ed è influenzato da qualsiasi altra parte, lo stesso avviene per tutti i tipi di sistemi allargati, comprese le condizioni metereologiche globali, la catena animale e la famiglia umana.

Nelle Costellazioni familiari sistemiche, l'individuo non è preso come elemento isolato ma è inserito in un determinato contesto di relazioni ed è appunto questo che ci permette di trovare identificazioni, legami e connessioni con destini difficili nel sistema-famiglia. E' illusorio immaginare che siamo giunti su questo pianeta a prescindere dai nostri genitori e dalle generazioni che ci hanno preceduti.

Siamo tutti connessi e soprattutto ai membri della nostra famiglia e ai nostri antenati, anche se non li conosciamo personalmente.

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Talvolta ci rendiamo inconsapevolmente partecipi di un tragico destino che è toccato a qualcuno che è venuto prima di noi, che non abbiamo neppure conosciuto, ma a cui siamo legati da un filo invisibile. Queste dinamiche ci rendono come prigionieri nella "tela di un ragno" e ci trattengono impedendoci di andare nella vita con gioia e libertà.

Ciò accade ad esempio quando un membro della nostra famiglia è stato escluso o dimenticato a causa del suo tragico destino: una donna che muore di parto, un soldato disperso in guerra, una figlia morta in giovane età, un fratello suicida...

Ed è per questo che alcuni di noi continuano a ricreare conflitti e a portare pesi che hanno in realtà ereditato dai propri antenati.

L'Albero Genealogico, inteso come Anima Familiare o Inconscio Familiare, risente di tutte le esperienza vissute dai membri della nostra famiglia di origine. Spesso gli intrecci si estendono per diverse generazioni e si muovono su un piano arcaico della psiche inaccessibile ad un approccio logico e razionale. Le Costellazioni Familiari e l'Approccio Sistemico-Fenomenologico aiutano a portare alla luce questi irretimenti.

Per fare ciò occorre esporsi in maniera diretta alle questioni chiave che danno un senso alla nostra esistenza la vita e la morte, il passato e il destino, confrontandosi con l'Anima e con il suo lungo e misterioso cammino di ricongiungimento con l'Uno.

 

Le Costellazioni Familiari in pratica

Gli elementi per per effettuare una costellazione familiare sono tre: un facilitatore, un cliente e dei rappresentanti.

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Il Facilitatore è colui che imposta il "set fenomenologico" in cui si sviluppa la costellazione, che indaga assieme al cliente la tematica che si vuole esplorare e che, sulla scorta della sua esperienza e competenza, porta la costellazione ad una soluzione efficace.

Nell'indagine Fenomenologica ci si apre alla percezione di un'ampia gamma di fenomeni senza giudicare ne concentrarsi su nessuno in particolare, questo tipo di indagine richiede uno stato interiore privo di preconcetti, intenzioni e giudizi. Fenomenologica dal greco "fainomai", ciò che appare, ciò che si rende manifesto. L'approccio fenomenologico nelle Costellazioni Familiari consiste di uno spazio scenico nel quale si collocano dei "rappresentanti" ossia persone che si prestano a dare un corpo e una voce a ciò che viene indagato.

Attraverso la connessione con il Campo Morfico o Campo Cosciente, la rete di informazioni presente intorno a noi, è possibile mettere in scena non soltanto il campo d'influenza della propria famiglia, ma qualunque sistema che risponda alle leggi fisiche del campo.

Rupert Sheldrake, fisiologo inglese, afferma che i sistemi sono regolati non solo dalle leggi conosciute dalla scienza fisica, ma anche da campi organizzativi invisibili, che lui chiama per l'appunto "morfogenetici".

Carl Gustav Jung chiamò questo campo “inconscio collettivo”, ma era già conosciuto dalle tradizioni orientali con il nome di “Memorie dell'Akasha”, un sorta di grande archivio dove sono registrati tutti gli avvenimenti.

Grazie alla Teoria Sistemica e all'Approccio Fenomenologico, siamo oggi in grado di mettere in scena attraverso dei rappresentanti ogni aspetto della nostra realtà interiore ed esteriore, di osservare quello che accade. E' ormai risaputo che la maggior parte dei sintomi fisici sono di origine psicosomatica, vanno cioè considerati segnali, indicazioni che ci avvertono che qualcosa o qualcuno è stato escluso dalla nostra coscienza. Sono ormai note le influenze delle dinamiche familiari nella genesi delle patologie sistemiche come schizofrenia, epilessia, attacchi di panico, parkinson, anoressia-bulimia, malattie congenite, tumore.

Il cliente è l'elemento fondamentale della costellazione, perchè è colui che porta la domanda sui cui lavorare, che dev'essere chiara e rilevante. Ma soprattutto il cliente è importante perchè è il suo campo morfogenetico che viene rappresentato fenomenologicamente, a cui si collegano il facilitatore e i rappresentanti. Questi ultimi sono generalmente delle persone su cui vengono proiettati dal campo morfogenetico taluni aspetti dei membri del sistema familare, e in genere posso esprimersi liberamente nel loro sentire, dando uno sviluppo dinamico alla costellazione.

I rappresentanti entrano in connessione con il campo morfico del soggetto e vengono guidati da dinamiche spontanee, portando alla luce il vissuto emotivo delle persone reali o delle situazioni che rappresentano.  In genere nel giro di qualche minuto la costellazione arriva ad uno stallo, a un blocco o congelamento, è il cosiddetto irretimento, in cui vediamo la situazione "reale" del sistema famliare del soggetto, assistiamo all'emersione del nodo del sistema.

Solamente la visione e la presa di coscienza di questo dato potrebbe bastare al cliente per destrutturare una serie di blocchi psicologici e giungere a nuove consapevolezze riguardo se stesso e il proprio sistema; ma in genere si cerca di effettuare un aggiustamento della sistuazione, di esercitare quindi un ruolo attivo nella ridefinizione del sistema.

 

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Attraverso quindi un misurato e graduale cambiamento delle posizioni dei rappresentanti nello spazio, spontaneamente o attraverso l'intervento del facilitatore, si riporta il sistema nel giusto ordine, in una rinnovata armonia dentro la quale il soggetto interessato riprende il suo giusto posto e ristabilisce le corrette relazioni con i membri del suo sistema.

 

...Lasciando agire la manifestazione dei nostri livelli inconsci e osservandone la rappresentazione scenica, possiamo dialogare con ogni componente dei vari sistemi e comprendere a fondo l'origine del disagio o del sintomo e quindi reintegrare nel sistema l'elemento mancante o rimettere ordine nel sistema.